In questo articolo

Una casa di legno sul lago, una barca sulla riva e il bosco alle spalle. Per noi significa vacanza. Per molte persone del Nord, boschi e acqua sono stati a lungo la base della vita quotidiana.
Come è nata la destinazione turistica che conosciamo oggi? Facciamo un piccolo viaggio nel tempo nella Lapponia finlandese, con particolare attenzione a Rovaniemi e al sud della regione.
Quando si viveva della terra
Nella Rovaniemi dell’Ottocento molte persone vivevano di agricoltura e allevamento. Pesca e caccia integravano il sostentamento. Le merci viaggiavano sui fiumi e i mercati si tenevano alle confluenze. L’acqua collegava i luoghi.
In Lapponia non è mai esistito un solo modo di vivere. Della sua storia e del suo presente fanno parte anche i Sámi, un popolo indigeno con lingue e culture proprie. Pesca, allevamento delle renne e artigianato sono importanti tradizioni sámi tuttora vive. Non tutti gli abitanti della Lapponia sono sámi e non tutti i Sámi vivono di allevamento delle renne.

Quando il bosco portò lavoro
Con l’industrializzazione dell’Ottocento crebbe la domanda europea di legname. Anche le foreste lapponi attirarono interesse. I boscaioli lavoravano in campi isolati e il legname veniva trasportato verso sud lungo i fiumi.
Era un lavoro fisicamente duro. Portava però reddito e faceva crescere i centri abitati. Il Museo forestale della Lapponia racconta quell’epoca attraverso vecchi edifici, attrezzi e storie.
Nel 1909 la ferrovia raggiunse Rovaniemi. Merci e viaggiatori potevano arrivare più facilmente al Nord. Il viaggio verso la Lapponia stava cambiando.
Una ferita profonda e un nuovo inizio
Nel 1944 Rovaniemi fu gravemente distrutta durante la guerra di Lapponia. Andò perduto circa il 90% degli edifici del centro. Dietro questo numero c’erano persone che dovettero ricostruire la propria casa e la vita quotidiana.
La ricostruzione iniziò presto. L’architetto Alvar Aalto contribuì in modo decisivo al nuovo piano urbanistico. Passeggiando oggi per Rovaniemi si incontra anche la storia di questo nuovo inizio.
Una piccola capanna attira i visitatori
Nel 1950 Eleanor Roosevelt visitò Rovaniemi per informarsi sulla ricostruzione. Per la sua visita al Circolo Polare Artico fu costruita una piccola capanna di legno: la capanna Roosevelt.
Divenne una delle prime attrazioni nel luogo dove sarebbe poi sorto il Villaggio di Babbo Natale. Una capanna, una latitudine particolare e la possibilità di spedire una cartolina: a volte una grande storia di viaggio comincia da poco.
Può sorprendere che, fino agli anni Ottanta, l’estate fosse la stagione turistica principale a Rovaniemi. Le notti luminose attiravano visitatori. Dalla metà degli anni Ottanta il turismo natalizio diede più importanza all’inverno. Dal 1985 Babbo Natale è una presenza stabile nell’offerta turistica al Circolo Polare.
Guarda la fotografia storica della capanna Roosevelt del 1950


Il viaggio in breve
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Il bosco porta lavoro
La domanda di legname cresce. Il lavoro forestale e il trasporto del legno cambiano la vita nel Nord.
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Arriva la ferrovia
Rovaniemi è collegata alla ferrovia. Merci e viaggiatori raggiungono più facilmente la regione.
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Distruzione e ricostruzione
Rovaniemi viene gravemente distrutta. La ricostruzione è segnata dal piano urbanistico di Alvar Aalto.
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Una capanna al Circolo Polare
Una capanna di legno costruita per Eleanor Roosevelt diventa una delle prime attrazioni per i viaggiatori.
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L’inverno acquista importanza
Babbo Natale accoglie gli ospiti al Circolo Polare. Il turismo natalizio caratterizza sempre più Rovaniemi.
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Tempo sul lago
A Mökki Tikka a Ranua c’è spazio per boschi, acqua e vacanze al proprio ritmo.
Tappe selezionate dedicate soprattutto a Rovaniemi e alla Lapponia finlandese meridionale, non una storia completa della regione. Gli intervalli temporali non sono in scala.
Che cosa cerchiamo oggi al mökki
Oggi possiamo andare in Lapponia per sederci sul lago, camminare o trascorrere una serata in sauna. Attività un tempo necessarie al sostentamento diventano scelte volontarie: portare legna, remare o raccogliere bacche.
La vita di una volta era più dura di quanto suggerisca una bella immagine di una casetta. Conoscerla un poco ci aiuta a osservare meglio.
A Mökki Tikka, sul Koirajärvi, c’è tempo per farlo. Guardando boschi e acqua, sappiamo che questo paesaggio è da tempo la casa di qualcuno. Per qualche giorno può essere anche la nostra.

Fonti per approfondire
La casaEsperienze e dintorniBlog














